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	<title>Persönliche Erfahrungen &#8211; AMELiE Platform</title>
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	<description>Advanced MEdia LIteracy Education to counter online hate-speech</description>
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	<title>Persönliche Erfahrungen &#8211; AMELiE Platform</title>
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		<title>LE PAROLE HANNO CONSEGUENZE!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Maria Gallo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Apr 2023 16:06:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Best Practices]]></category>
		<category><![CDATA[Persönliche Erfahrungen]]></category>
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					<description><![CDATA[LE PAROLE HANNO CONSEGUENZE Manifesto della comunicazione non ostile e inclusiva &#8211; punto 6. &#8220;So che ogni mia parola può avere conseguenze, piccole o grandi&#8221;. A cura della scuola Primaria &#8220;Maria Carla Mariotti &#8211; plesso San Valentino della Collina&#8221;, Direzione Didattica II° Circolo Marsciano PG. Il lavoro che postiamo nasce dalla fusione di più percorsi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://platform.amelieproject.eu/wp-content/uploads/2023/04/LE-PAROLE-HANNO-CONSEGUENZE.pdf">LE PAROLE HANNO CONSEGUENZE</a></p>
<p>Manifesto della comunicazione non ostile e inclusiva &#8211; punto 6.</p>
<p>&#8220;So che ogni mia parola può avere conseguenze, piccole o grandi&#8221;.</p>
<p>A cura della scuola Primaria &#8220;Maria Carla Mariotti &#8211; plesso San Valentino della Collina&#8221;,<br />
Direzione Didattica II° Circolo Marsciano PG.</p>
<p>Il lavoro che postiamo nasce dalla fusione di più percorsi all&#8217;interno della macro area dell&#8217;educazione civica: il progetto &#8220;Amelie&#8221; e il progetto di formazione &#8220;Strategie e strumenti per la gestione dei comportamenti oppositivi&#8221;. La nostra realtà scolastica consta di 30 alunni divisi in due pluriclassi: i piccoli hanno &#8220;messo le mani in pasta&#8221; in modo analogico attraverso disegni e didascalie per realizzare cartelloni, poi affissi nel corridoio della scuola mentre i grandi hanno lavorato in digitale per il prodotto destinato alla piattaforma.<br />
Di seguito trovate la struttura dell&#8217;UdA che è esplicitata anche nelle ultime due slide del lavoro.<br />
Nella speranza che vi piaccia e che possa essere di aiuto e ispirazione, saluto e ringrazio tutta la comunità Amelie.</p>
<p>Maestro Francesco Maria Gallo</p>
<p>Struttura dell’UDA</p>
<p>Il lavoro è stato svolto dalle due pluriclassi del plesso e da tutti gli insegnanti.<br />
Strumenti di lavoro &#8211; carta e penna, internet, pc, lim, tablet, bristol;</p>
<p>fase 1 &#8211; lettura del “Manifesto della comunicazione non ostile” (da ora solo Manifesto) e selezione del punto 6 come da circolare 138/26.01.2023;<br />
fase 2 &#8211; comprensione del punto 6 del Manifesto con riflessione orale a grande gruppo sul suo significato;<br />
fase 3 &#8211; lettura e trascrizione in digitale di due poesie;<br />
fase 4 (rivolta solo agli alunni della pluriclasse 3/4/5 A con la metodologia attiva della “ flipped classroom” &#8211; data una traccia (dal docente), sviluppare un proprio pensiero, riflessione o tema (a seconda dell’età e del proprio modo di scrivere). TRACCIA 1 &#8211; “Scrivo un piccolo testo su quello che, secondo me, sono le parole che hanno conseguenze, sia negative che positive”;<br />
fase 5 &#8211; lettura degli scritti e commento orale da parte dei compagni e degli insegnanti;<br />
fase 6 &#8211; (rivolta solo agli alunni della pluriclasse 3/4/5 A con la metodologia attiva della “ flipped classroom” &#8211; data una traccia (dal docente), sviluppare un proprio pensiero, riflessione o tema (a seconda dell’età e del proprio modo di scrivere). TRACCIA 2 &#8211; “Scrivo un piccolo testo sulle conseguenze che le parole ( buone e/o cattive) hanno quando parliamo con i grandi”;<br />
fase 7 &#8211; lettura degli scritti e commento orale da parte dei compagni e degli insegnanti;<br />
fase 8 &#8211; Raccolta delle parole e relative conseguenze scritte dagli allievi in una tabella digitale con evidenziazione dei termini ricorsivi;<br />
fase 9 con la metodologia attiva del “Debate” &#8211; scelta dei termini più consoni al compito assegnato, sia per l’insieme delle parole che per quello delle conseguenze, destinati all’elaborato finale;<br />
fase 10 &#8211; realizzazione del prodotto finale, ovvero una presentazione digitale (Google Presentazioni) a cui seguirà un cartellone da affiggere nel plesso.</p>
<p>Gli insegnanti di plesso:<br />
Giovagnoli Elisa, Sensi Patrizia, Gallo Francesco Maria, Giordano Antonietta, Scatena Serena, Marcacci Daniela, Rizza Vincenza, Bussottoli Angela,<br />
Marconi Michele.</p>
<p><a href="https://platform.amelieproject.eu/wp-content/uploads/2023/04/LE-PAROLE-HANNO-CONSEGUENZE.pptx">LE PAROLE HANNO CONSEGUENZE</a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Anti-Bullying Posters&#8217; Presentation</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristiana Felicioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jan 2023 21:18:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Persönliche Erfahrungen]]></category>
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					<description><![CDATA[anti-bullying Presentazione dei posters dei bambini contro il bullismo.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://platform.amelieproject.eu/wp-content/uploads/2023/01/anti-bullying.pptx">anti-bullying</a></p>
<p>Presentazione dei posters dei bambini contro il bullismo.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Anti-Bullying Posters</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristiana Felicioni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jan 2023 21:05:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Persönliche Erfahrungen]]></category>
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					<description><![CDATA[Con la quinta classe della scuola primaria del mio Istituto abbiamo affrontato in inglese il tema del bullismo, prendendo spunto da un dialogo del libro di testo in uso, letto in classe. Nella storia si parla di un bambino di nome Tim, che viene deriso dai compagni perché indossa una maglietta rosa ed ama ballare. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con la quinta classe della scuola primaria del mio Istituto abbiamo affrontato in inglese il tema del bullismo, prendendo spunto da un dialogo del libro di testo in uso, letto in classe. Nella storia si parla di un bambino di nome Tim, che viene deriso dai compagni perché indossa una maglietta rosa ed ama ballare. Gli altri lo considerano una femminuccia e lo scherniscono con batture e risate. Fortunatamente due compagni accorrono in suo aiuto e lo accolgono nel loro gruppo, invitandolo a cantare nella loro band. Uno di questi pronuncia una frase molto significativa: &#8220;Everyone is different! It&#8217;s ok to be different&#8221;.<br />
Abbiamo preso spunto dalla vicenda raccontata per riflettere insieme sul tema del bullismo e su ciò che si prova nell&#8217;essere oggetto di esclusione da parte dei pari. I bambini hanno poi realizzato dei posters, immaginando di organizzare un Anti-Bullying Day. Condivido gli elaborati dei bambini in una presentazione.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Un  Natale gentile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Cristiana Cantelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2023 18:23:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Persönliche Erfahrungen]]></category>
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					<description><![CDATA[Un Natale gentile]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://https://drive.google.com/file/d/1b8hZozXMQ5B67pE7XZzIKypRKRgzDle7/view?usp=drivesdk">Un Natale gentile</a></p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Il Manifesto della comunicazione non ostile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Yuri Capoccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2023 18:04:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Persönliche Erfahrungen]]></category>
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					<description><![CDATA[Partecipare al progetto Amelie sulla comunicazione non ostile è stato un momento di crescita professionale e anche personale. Nella mia breve esperienza di insegnamento è stata la prima volta che mi sono dedicato in maniera esclusiva, quindi non soltanto con riflessioni a margine delle lezioni o in caso di diverbi tra studenti, a questa tematica [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Partecipare al progetto Amelie sulla comunicazione non ostile è stato un momento di crescita professionale e anche personale. Nella mia breve esperienza di insegnamento è stata la prima volta che mi sono dedicato in maniera esclusiva, quindi non soltanto con riflessioni a margine delle lezioni o in caso di diverbi tra studenti, a questa tematica centrale per le giovani generazioni (e non solo). La risposta avuta dai miei studenti mi conferma sia la bontà del progetto, sia l&#8217;efficacia delle attività al fine di sensibilizzare e responsabilizzare i ragazzi e le ragazze rispetto le conseguenze delle loro decisioni e dei loro comportamenti. </p>]]></content:encoded>
					
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		<title>&#8220;Sei folletti nel mio cuore&#8221;di Rosalba Corallo.Una storia sul valore delle emozioni.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DANIELA CRUCIANI]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2023 17:57:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Persönliche Erfahrungen]]></category>
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					<description><![CDATA[Per due anni consecutivi ho lavorato in un Istituto comprensivo di Foligno dove ,essendo un&#8217;insegnante anche di danza specializzata in educazione al movimento ,ho preso parte a due progetti sulle emozioni con le classi prime e seconde. Attraverso il loro corpo ,quindi attraverso l&#8217;espressione corporea, i bambini hanno potuto immedesimarsi nelle varie emozioni, rappresentate dai [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per due anni consecutivi ho lavorato in un Istituto comprensivo di Foligno dove ,essendo un&#8217;insegnante anche di danza specializzata in educazione al movimento ,ho preso parte a due progetti sulle emozioni con le classi prime e seconde. Attraverso il loro corpo ,quindi attraverso l&#8217;espressione corporea, i bambini hanno potuto immedesimarsi nelle varie emozioni, rappresentate dai folletti, descritte nel libro .E&#8217;stata un&#8217;esperienza unica soprattutto per i bambini che non riuscivano a manifestare le loro emozioni ,rabbia, paura ,dolore ,gioia, con le parole ma sono riusciti a farlo con il corpo e a trasmetterle ai compagni e in un certo senso a manifestarle .Il tutto si è concluso con uno spettacolo sulle emozioni rivolto ai genitori e al resto delle classi della scuola.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>L&#8217;ARTE è INCLUSIVA? Riflessione&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefania Grazioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2023 17:55:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Persönliche Erfahrungen]]></category>
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					<description><![CDATA[La mia esperienza didattica, come insegnante di Arte ed immagine nella scuola secondaria di primo grado, mette in luce la difficoltà nell&#8217;attuare esperienze di tipo laboratoriale. L&#8217;attività, effettivamente, prevede un&#8217;attività pratica che, peraltro, viene regolarmente svolta. In questo campo, però, le possibilità di attuare attività progettuali potrebbero arricchirsi ulteriormente. Quando ho avuto la possibilità di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La mia esperienza didattica, come insegnante di Arte ed immagine nella scuola secondaria di primo grado, mette in luce la difficoltà nell&#8217;attuare esperienze di tipo laboratoriale. L&#8217;attività, effettivamente, prevede un&#8217;attività pratica che, peraltro, viene regolarmente svolta. In questo campo, però, le possibilità di attuare attività progettuali potrebbero arricchirsi ulteriormente.<br />
 Quando ho avuto la possibilità di lavorare e condividere con i ragazzi progetti su temi precisi, come ad esempio, la realizzazione della panchina delle gentilezza e la performance contro la violenza femminile in occasione del 25 Aprile ho potuto riscontrare il forte coinvolgimento dei ragazzi e il valore inclusivo.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Le parole feriscono maggiormente nei confronti dei ragazzi con disabilità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carla Ottavi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2023 17:52:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Persönliche Erfahrungen]]></category>
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					<description><![CDATA[La mia esperienza di insegnante di sostegno mi porta molto spesso ad affrontare problemi relazionali e di comunicazione tra i ragazzi che seguo e i loro coetanei. Le parole ostili talvolta possono avere nei loro confronti effetti dirompenti, incidere così negativamente sulla loro autostima e personalità; cerco sempre di lavorare per stimolare la collaborazione e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La mia esperienza di insegnante di sostegno mi porta molto spesso ad affrontare problemi relazionali e di comunicazione tra i ragazzi che seguo e i loro coetanei. Le parole ostili talvolta possono avere nei loro confronti effetti dirompenti, incidere così negativamente sulla loro autostima e personalità; cerco sempre di lavorare per stimolare la collaborazione e il rispetto tra i ragazzi da me seguiti e il gruppo classe, ma è sempre molto difficile creare una buona empatia, rispetto e collaborazione.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>LA CLASSE INTERNAZIONALE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo Andreucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2023 17:51:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Persönliche Erfahrungen]]></category>
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					<description><![CDATA[Alcuni anni fa feci esperienza di un anno, come insegnante prevalente, in una classe composta, per la metà, da alunni stranieri, alcuni dei quali di recente ingresso in Italia. Il gruppo, nonostante la sua natura eterogenea, era abbastanza coeso e anche le dinamiche relazionali erano buone; tuttavia, ebbi un idea per incentivare la socializzazione degli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni anni fa feci esperienza di un anno, come insegnante prevalente, in una classe composta, per la metà, da alunni stranieri, alcuni dei quali di recente ingresso in Italia. Il gruppo, nonostante la sua natura eterogenea, era abbastanza coeso e anche le dinamiche relazionali erano buone; tuttavia, ebbi un idea per incentivare la socializzazione degli alunni rendendoli, in un certo senso, protagonisti per un giorno. A turno, ognuno di loro doveva portare a scuola qualcosa di caratteristico (un oggetto, un piatto tipico, uno strumento musicale ecc.) del proprio paese di provenienza e presentarlo ai compagni. Facendo così notai che i bambini che, in principio, avevano difficoltà nel parlare davanti ai compagni, acquistarono scioltezza. E&#8217; un&#8217;esperienza questa che, secondo me, andrebbe ripetuta alla luce del fatto che, oggi, le scuole ospitano sempre più alunni stranieri.   </p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Relazione tra pari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Faina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2023 17:51:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Persönliche Erfahrungen]]></category>
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					<description><![CDATA[Lavorando in una classe terza della scuola primaria, i bambini non hanno fortunatamente ancora esperienza di interazioni sociali attraverso i media e quindi di eventuali esperienze di violenza o discriminazione on line. Come è giusto che sia, vivono le loro relazioni ancora in presenza e il rapporto tra pari avviene prevalentemente a scuola o nello [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lavorando in una classe terza della scuola primaria, i bambini non hanno fortunatamente ancora esperienza di interazioni sociali attraverso i media e quindi di eventuali esperienze di violenza o discriminazione on line. Come è giusto che sia, vivono le loro relazioni ancora in presenza e il rapporto tra pari avviene prevalentemente a scuola o nello sport. Dai loro racconti, a volte, è emerso che hanno vissuto diverbi o conflitti con qualche amichetto. A me viene sempre da consigliare loro di affrontare le discussioni con gentilezza e calma. Inoltre parlarne con un adulto è sempre utile per capire se si è agito nel modo giusto o come affrontare la situazione se non si sa come fare. </p>]]></content:encoded>
					
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